Macchina per il caffè: quale scegliere

Quante volte si è pensato di acquistarla eppure si è sempre trovato difficile scegliere la giusta macchina caffè da sistemare nella propria cucina. La scelta della macchina caffè può risultare ardua se si è amanti del caffè perché si desidera trovare quella che prepari una tazzina di caffè come al bar. Vediamo come riuscire a scegliere la giusta macchina caffè.

Se ogni occasione è buona per gustare una tazzina di caffè al bar, allora risulterà decisamente difficile la scelta della macchina caffè da sistemare in casa propria. Sebbene si desideri trovare la macchinetta che prepari il caffè perfetto, ormai ne esistono di così tanti tipi che non si riesce a scegliere quella più adatto alle esigenze del proprio palato: ci sono, infatti, i modelli manuali e quelli automatici, quelli che usano le cialde e quelli che vanno a capsule, e tutta questa scelta rende quasi impossibile una decisione definitiva.

A trovare ardua l’impresa sono soprattutto coloro che desiderano una macchina caffè per poter gustare a casa propria lo stesso espresso del bar. Nella speranza di trovare la macchina che fa al caso proprio, bisogna esaminare tutti i diversi modelli di macchinette esistenti per capire quale potrebbe preparare il caffè più buono. Per far questo, quindi, vanno presi in considerazione sia la qualità del caffè erogato che il materiale della macchina stessa e naturalmente il prezzo. Prima di tutto, però, bisogna capire in cosa differiscono le varie tipologie di macchina caffè.

Quale macchina caffè preferire?

È risaputo ormai che per gustare un buon espresso bisogna andare al bar, eppure oggi esistono così tanti tipi di macchinette da caffè che lo si potrebbe preparare comodamente a casa, ma quale è la macchinetta che prepara l’espresso come quello del bar? Se lo si vuole preparare in modo semplice e immediato, bisogna adoperare una bella macchina caffè a modo mio: inserendo la capsula del proprio caffè preferito, infatti, in pochi secondi lo si potrà degustare.

L’espresso che si prepara con la macchina caffè a cialde può essere altrettanto buono se le cialde sono di una certa qualità: basta scegliere quella della propria marca di caffè preferita e si potrà ottenere un espresso doc. Più idonee ai tradizionalisti del caffè sono le macchinette manuali, dato che è possibile usare diverse miscele e provare anche il gusto di mischiarle per esplorare nuovi gusti di caffè. Diversamente, le macchinette automatiche sono in grado di macinare i chicchi di caffè e di usare la polvere così ottenuta per erogare in pochi secondi un caffè espresso di qualità.

Cos’è un amplificatore?

Che sia usato in ambito musicale o nelle telecomunicazioni, è sempre consigliabile informarsi sul tipo di amplificatore risulti più adatto alle proprie esigenze e capire come poter ottenere il meglio delle prestazioni.

L’amplificatore è un dispositivo che serve per cambiare l’ampiezza di un segnale: in pratica, l’amplificatore serve per restituire in uscita lo stesso segnale che si riceve in ingresso amplificato per un determinato numero di volte. Per questo motivo, una delle principali caratteristiche che si ricerca in un tale apparecchio è la potenza: un amplificatore dalla notevole potenza riuscirà a riprodurre passaggi musicali anche più impegnativi, mentre un apparecchio dalla potenza più bassa non potrà fare altrettanto. Quale che possa essere la preferenza per un amplificatore dalla maggiore o minore potenza, bisogna anche cercare di capire come poter scegliere il prodotto migliore che più corrisponda alle qualità ricercate in modo da riuscire anche a sfruttarlo al meglio delle sue potenzialità.

Ciò vuol dire riuscire a usufruire in toto dell’aumento di tensione, della potenza e soprattutto della qualità del suono riprodotto da un amplificatore per ottenere una musica di qualità. La potenza viene intesa come capacità dell’apparecchio di resistere ai carichi musicali più pesanti dato che si tratta di uno strumento che tende ad assorbire energia per poter riprodurre il segnale amplificato. Quando tale ampiezza non è costante ma tende a variare a seconda delle qualità del sonoro, significa che l’amplificatore è di tipo non lineare. Bisogna però notare come la potenza che viene riportata sulla confezione del prodotto in realtà non tenga in considerazione quelle che sono le reali capacità dello strumento. In pratica, la misurazione indicata sulla confezione risulta, la maggior parte delle volte, falsata.

Come scegliere l’amplificatore?

Quando si ha a disposizione un impianto audio di alta qualità, si tenderà a fornirlo anche degli amplificatori migliori che esistano sul mercato. Questo perché si desidera un risultato di qualità che rimandi un segnale sonoro potente. Una delle caratteristiche da considerare quando si decide il tipo di amplificatore da sistemare insieme al proprio impianto audio, è proprio la potenza:

l’amplificatore, infatti, si usa proprio perché si desidera variare l’ampiezza di un segnale e, per ottenere tale funzionalità, lo strumento deve assorbire una quantità di energia tale da permettere un effettivo aumento dell’entità del segnale. Per poter scegliere lo strumento che risulti più idoneo a soddisfare le proprie esigenze, bisogna prendere in considerazione tutte quelle caratteristiche che possano aiutare a effettuare una scelta che si riveli adatta non solo alle proprie esigenze ma anche a quelle più tecniche del proprio impianto audio.

Come scegliere il rasoio elettrico

Oggi è possibile scegliere tra diversi modelli di rasoio elettrico e l’uomo non ha che l’imbarazzo della scelta. Ci sono però sempre dei fattori da tenere in considerazione per effettuare la scelta che si rivelerà la più idonea. Non tutti i rasoi sono uguali e, infatti, ogni modello presenta delle caratteristiche che possono non soddisfare tutti i tipi di consumatori.

Rasoio elettrico: quale scegliere

Ormai esistono davvero diversi tipi di rasoi proposti da altrettante case produttrici rinomate come Philips, Braun o Remington e si tratta di rasoi elettrici che riescono a soddisfare pienamente le esigenze e le aspettative dell’uomo di oggi. Per scegliere però il rasoio elettrico che è più consono alle proprie esigenze, bisogna tenere in considerazione il tipo di barba da radere: infatti, dal tipo di barba è possibile riuscire a decidersi per un modello più potente o, al contrario, per uno meno potente, oppure è possibile che serva un rasoio che sia delicato con la pelle o che lo si voglia capace di radere velocemente.

I peli della barba possono essere più spessi o più fini, e la pelle del viso può essere più o meno sensibile alla rasatura, per cui è possibile che sia soggetta a irritazioni e peli incarniti, per questo bisogna considerare tutti questi fattori. Inoltre il rasoio si può scegliere anche per praticità e per velocità. La scelta dipende anche dalla preferenza per il rasoio elettrico a testine o a lamina.

Quando si vuole scegliere un rasoio elettrico, oltre a considerare le caratteristiche della propria pelle e dei peli della barba, bisogna capire se preferire un rasoio a lamina o a testine. Il rasoio elettrico a testine è formato da tre testine circolari al cui interno ruotano altrettante lame che riescono a tagliare i peli della barba in modo efficace e preciso. Questo modello però, non è troppo veloce nella rasatura. Il rasoio elettrico a lamina, invece, prevede una sorta di piccolo coltello che vibra sotto la lamina forata: i peli vengono catturati dalla lamina e prontamente tagliati.

In questo caso la rasatura sarà decisamente più veloce e uniforme sebbene il taglio dei peli sia meno preciso. Altro elemento da prendere in considerazione quando si vuole acquistare un rasoio è anche la manutenzione dello stesso: alcuni modello richiedono solo di essere lavati e possono essere usati anche sotto la doccia. Si tratta di tutti quei rasoi che riportano la dicitura Wet & Dry, mentre altri modelli richiedono una pulizia più profonda per rimuovere i peli incastrati.

Che cos’è l’aloe vera?

Anticamente usata in ogni campo medico, ancora oggi l’aloe vera viene usata per le sue proprietà e perché riesce a provocare effetti benefici in qualsiasi organismo. Vediamo insieme quali sono i benefici e per che cosa viene utilizzata questa pianta.

Nome corretto dell’aloe vera è aloe barbadensis miller che non è altro che una tra la vasta gamma di specie di aloe oggi esistenti. È la più nota perché risulta il tipo più usato sia nei prodotti di consumo per uso esterno che in quelli a uso interno. L’utilizzo di tale pianta risale all’antichità e oggi in vari paesi del mondo fa parte del patrimonio medico dati i diversi benefici che si sono verificati grazie alla sua assunzione. Dalle foglie aloe vera viene estratto un succo la cui consistenza è pari a quella di un gel e il suo fitocomplesso ha proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, nutrienti, depurative e remineralizzanti. Oggigiorno per uso esterno viene usato il gel mentre per uso interno si usa il succo.

Entrambi i prodotti vengono più o meno usati per combattere malattie e patologie simili: grazie alla loro versatilità infatti, gel e succo possono recare benefici in diversi tipi di situazioni. Per esempio, il gel può essere usato per contrastare l’insorgere della forfora sul cuoio capelluto, oppure si può utilizzare come maschera per la pelle del viso in caso sia particolarmente arrossata ma può benissimo sostituire la crema viso e il contorno occhi grazie alla sua azione distensiva delle piccole rughe. Il gel di aloe vera si rivela l’ideale anche come trattamento post epilatorio perché utile a rimarginare piccole escoriazioni o ferite dovute alla depilazione, mentre risulta un toccasana per alleviare la stanchezza di gambe e piedi che sarà sufficiente massaggiare insieme a qualche goccia di olio essenziale di lavanda.

I benefici dell’aloe vera

Il succo di aloe vera risulta avere proprietà antinfiammatorie che lo rendono particolarmente adatto a essere usato da chi soffre di coliti, gastriti, ulcere, ma dev’essere del tipo senza aloina altrimenti si rischia di peggiorare la situazione sintomatica.

Poiché il succo di aloe è anche ricco di proprietà immunostimolanti, lo assume preferibilmente in quei periodi di maggior stanchezza e stress in cui l’organismo risulta essere più provato e affaticato in modo da stimolare le naturali difese immunitarie e preparare il corpo contro l’attacco di virus e batteri: l’aloe infatti è capace di combattere particolari tipologie di virus, batteri e funghi come la candidata. Per questo motivo assumerne il succo può risultare la soluzione ideale contro la presenza di eventuali infezioni.

Cosa bisogna sapere di una macchina fotografica

Tra macchine fotografiche compatte, reflex e di medio livello c’è ormai l’imbarazzo della scelta, una scelta che diventa tanto più complessa quanto più si è neofiti dell’argomento. Non è solo il modello più o meno moderno, ma sono anche diversi aspetti tecnici da prendere in considerazione quando si vuole scegliere una macchina fotografica.

I tipi di macchina fotografica

Esistono oggi diversi tipi di macchine fotografiche ognuna con un suo proprio bacino di utenza perché ogni tipo è diverso in qualche aspetto ed è più idoneo a soddisfare determinate esigenze rispetto agli altri. Se siete dei neofiti del settore ma volete anche voi una vostra macchina fotografica con cui andare in giro o viaggiare e immortalare persone, paesaggi e animali, dovete un attimino soffermarvi sulla tipologia di modello che più potrebbe soddisfare le vostre necessità.

Le fotocamere compatte point and shoot, per esempio, sono macchine fotografiche adatte a essere usate tutti i giorni da coloro che cercano una macchina fotografica prima di tutto comoda e pratica. Probabilmente se si è alle prime armi nell’arte della fotografia, le compatte si riveleranno le macchine più adatte dato che sono caratterizzate da impostazioni molto semplici da regolare per cui è necessario solo puntarle verso il soggetto e scattare la foto. Questo spiega anche perché la qualità di questi apparecchi non sia delle più eccelse, così come la regolazione dei parametri di scatto.

Quale macchina fotografica scegliere

I parametri di scatto, invece, non mancano nelle macchine fotografiche Bridge, che sono dotate di uno zoom di grande portata e consentono di regolare più impostazioni. Quando poi lo zoom ottico supera i 20x le si può tranquillamente definire superzoom. A metà strada tra la compatta e la reflex si posiziona la mirrorless, ovvero una macchina fotografica su cui si può montare l’obiettivo. Queste macchine assicurano molta flessibilità e una qualità decisamente superiore rispetto alle compatte ma sempre inferiore rispetto alle reflex, che invece si confermano il tipo di macchina fotografica più completa in assoluto.

Una reflex infatti può essere facilmente dotata di diversi obiettivi e consente di regolare in modo preciso tutti i parametri di scatto, per questo è indicata non solo per i professionisti ma anche per gli appassionati di fotografia che possono contare sulle funzioni di ottimizzazione automatica. Oltre alla scelta del tipo di macchina fotografica, però, bisogna anche considerare altri aspetti più propriamente tecnici come il numero dei megapixel, il livello di luminosità del sensore che rende possibile scattare foto luminose anche quando non c’è luce.

Olio di Argan, questo sconosciuto

L’olio di Argan si è rivelato un vero e proprio toccasana per la salute del corpo umano perché è naturalmente ricco di principi attivi per cui rappresenta l’alleato ideale per mantenersi sempre giovani e belli. Vediamo di conoscerlo meglio.

Grazie ai suoi principi nutritivi, l’olio di Argan è di per sé il rimedio ideale nonché il più naturale che mantiene in forma perfetta pelle, unghie, capelli, viso e corpo, per cui si rivela subito il più grande amico per il benessere del proprio corpo. In pratica rappresenta una sorta di panacea contro tutti i mali perché ricco degli acidi grassi essenziali Omega 6 e di vitamina E che costituiscono una fonte preziosa di nutrienti e un naturale anti-aging per viso e corpo, per questo motivo olio di Argan viene usato in applicazioni estetiche e in integratori che non fanno che risaltare le sue qualità dermatologiche. L’olio, infatti, viene subito assorbito dalla pelle tanto da non lasciare il viso o il corpo unti, ma piuttosto li lascia morbidi e lisci.

Per questa sua azione sulla pelle è considerato a ragione un ottimo rimedio contro l’invecchiamento cutaneo e un valido aiuto contro i radicali liberi, che sono proprio i maggiori responsabili dell’invecchiamento di viso, collo e mani. L’olio di Argan inoltre, è anche molto utile e prezioso nel trattamento di unghie fragili o sfaldate perché grazie alle sue proprietà, le rinforza e le protegge rendendole sane e forti, e la stessa azione protettiva e rinforzante è in grado di ottenerla anche sui capelli riuscendo a donare loro forza e lucentezza anche quando sono secchi e sfibrati.

Come si usa olio di Argan

Perché olio di argan si rivela così prezioso per il corpo umano? L’efficacia dei principi nutritivi presenti nell’olio di Argan dipende essenzialmente dalla presenza di tocoferoli contenuti in questo olio in quantità tre volte superiori: i tocoferoli della vitamina E, infatti, hanno un ruolo importante nella prevenzione dei primi segni dell’età, inoltre l’olio di Argan contiene anche squalene, un idrocarburo precursore anche dell’ormone anti-età la cui azione riesce a normalizzare la desquamazione della cute rivelandosi anche protettiva per i capillari.

Proprio per questo olio di Argan è un ottimo rimedio da usare sulla pelle psorica perché capace di ridurre sia la desquamazione tipica della psoriasi che il prurito che ne deriva, inoltre è possibile usarlo anche per ammorbidire e idratare la pelle dopo la doccia, o per donare elasticità al seno, per rilassare i muscoli durante massaggi decontratturanti.

Argento colloidale: perché usarlo

Se ne sente parlare sempre più e lo si usa sempre più spesso per combattere diversi tipi di patologie, l’argento colloidale si è rivelato un rimedio universale per curare diverse malattie dato che riesce a combattere batteri come stafilococchi e streptococchi, virus e funghi proprio come se non addirittura meglio di un antibiotico, dato che non comporta effetti collaterali sull’organismo.

Cos’è l’argento colloidale?

Argento colloidale è formato da particelle di argento, appunto, che risultano però ionizzate, ovvero elettricamente cariche e che restano per questo sospese nel solvente senza sciogliersi. A seconda delle dimensioni delle particelle l’argento colloidale può presentarsi in diverse colorazioni in base al grado di concentrazione delle particelle stesse, ma il composto più usato e che si consiglia di usare è quello trasparente, in quanto la trasparenza indica che le particelle di argento sono più sottili e quindi riescono a essere assorbite da pelle e mucose con più facilità.

L’argento colloidale risulta assolutamente innocuo anche a contatto con pelli sensibili e si presenta come un composto inodore e insapore e il suo utilizzo non è affatto recente, anzi, già al tempo degli antichi greci gli ioni argento erano utilizzati per la cura di infezioni finché non sono stati sostituiti dai moderni antibiotici.

In realtà l’introduzione degli antibiotici al posto di argento è stata causata un po’ per gli elevati costi della produzione dei prodotti che prevedevano l’uso di argento colloidale e un po’ per interessi delle case farmaceutiche, però in tempi recenti l’uso e l’assunzione dell’argento colloidale è tornato in auge sia perché rispetto a un antibiotico ormai costa meno ed è possibile trovarlo in diversi formati, e sia perché gli antibiotici non sortiscono più gli effetti di un tempo. L’argento colloidale quindi si è rivelato più efficace contro i batteri sia perché interagendovi riesce a fermarne al riproduzione e sia perché riesce a renderne inattivi gli enzimi vitali distruggendoli, inoltre l’argento provoca anche il distacco della membrana cellulare dei batteri.

Alla luce della sua azione antibatterica, l’argento colloidale può essere assunto contro diversi tipi di infezioni e può essere usato sia a livello topico che sistemico, per cui è possibile ricorrervi anche per combattere raffreddore e tosse, stati di influenza, sinusite, rinite allergica e asma, ma anche per eritemi, micosi, herpes e psoriasi, per cistiti o infezioni alla prostata, contro vaginiti e candida, per curare tagli, ferite e scottature. Inoltre, proprio per la sua azione antinfiammatoria, l’argento riesce ad alleviare anche i sintomi di artriti, artrosi ed emorroidi.

SolePower: la nuova energia

Tra le invenzioni più ingegnose arrivate dagli Stati Uniti c’è sicuramente quella della soletta per le scarpe in grado di produrre energia elettrica mentre si passeggia. La soletta funziona con batterie e chiavetta USB ed è capace di produrre una certa quantità di energia in base ai chilometri che si percorrono a piedi. Non è importante camminare ad una velocità più o meno spedita, ma quel che conta è camminare e marciare per il numero maggiore possibile di chilometri per produrre l’energia necessaria a ricaricare qualsiasi gadget e qualsiasi diavoleria tecnologica.

La soletta che produce energia elettrica

Ad ogni passo, un escursionista rilascia l’energia sufficiente per accendere una lampadina. Per questo motivo, Matt Stanton, un ingegnere appassionato di trekking, ha creato una soletta in grado di immagazzinare l’elettricità. Il dispositivo può essere utilizzato per ricaricare un telefonino ed è molto più efficiente dei caricatori a energia solare. Per tre anni, Stanton, ha lavorato fianco a fianco con Hahna Alexander, una studentessa di ingegneria della Carnegie Mellon University, per creare il SolePower.

Invece di usare piezoelettrici e altri metodi poco efficienti e ingombranti, per generare elettricità, la coppia ha utilizzato alcuni componenti simili a quelli che si trovano nelle dinamo. Il risultato è stato una soletta removibile che pesa meno di 140 g compresa di batteria con USB. Con l’attuale versione del SolePower che sarà disponibile entro l’anno, per ricaricare uno smartphone occorre camminare per 24 km. Ma la nuova versione sarò anche in grado di ricaricare un iPhone con meno di 8 km di cammino.

Come funziona SolePower: la soletta che produce elettricità

L’idea di produrre energia camminando, rappresenta da sempre una delle aspirazioni maggiori di ingegneri e specialisti che si adoperano nella ricerca di soluzioni destinate ad abbattere i consumi di energia elettrica.

  1. Tramite rotori magnetici, una trasmissione converte l’energia del tallone che si posa al suolo, in energia rotazionale.
  2. Il movimento dei rotori incanala la corrente all’interno di alcune bobine di filo.
  3. Attraverso un cavo, l’elettricità passa dalla soletta ad una batteria agli ioni di litio posizionata sopra ai lacci della scarpa.

Gli inventori di questa soletta sono: Hahna Alexander e Matt Stanton, l’azienda che l’ha prodotta è Sole Power LLC e il costo dello sviluppo fino ad oggi è stato di circa 240.00 €. Attualmente, sul mercato questa invenzione è tra le più appetibili in commercio.

Kill switch: il mastino dello smartphone

Un sabato come tanti altri, qualcuno rubò l’IPhone di Kristine Swartz dal suo armadietto della palestra. In un primo momento ne fu molto contrariata – i telefoni sono costosi e fare la relativa denuncia di furto alla polizia fa perdere tempo con ben poca speranza di recupero – poi ha considerato altri fattori.

Difendere il cellulare dai ladri

Ci sono tantissimi dettagli a cui non aveva pensavo fino a quando il suo telefono non è finito nelle mani di qualcun altro. Fortunatamente si può utilizzare la funzione di iOS, kill switch a il si Blocco attivazione, per disattivare da remoto il telefono. Si, il kill switch è un’opzione che consente al proprietario dello smartphone di disattivare tutte le applicazioni e ed il sistema operativo e di cancellare la memoria del telefono, trasformandolo in un fantastico fermacarte.

Questo, quindi, rende uno smartphone ì decisamente meno appetibile per i ladri. Secondo il Norton Cybercrime Report, in tutta Europa tre cittadini 10 hanno perso o hanno subito il furto del proprio e cellulare. II costo medio per la sostituzione si aggira intorno ai 122 euro, ma purtroppo in Italia il prezzo sale.

Tutte le app che tutelano gli smartphone

La Cellular Telecommunications & Internet Association (CTIA) insiste sul fatto che il kilt switch non sia necessario. Al contrario, afferma che gli utenti dovrebbero invece proteggere i telefoni con delle password e installare delle applicazioni come Prey o Cerberus, che offrono funzionalità simili al kill switch. In realtà. la maggior parte delle persone non è così attenta. Secondo un sondaggio di Consumer Reports meno della metà degli utenti imposta un codice di protezione sul proprio dispositivo e chi lo fa usa password poco efficaci. Inoltre, due terzi degli utenti preferiscono restare collegati a tutti account.

Al posto del kill switch, in partnership con la Federal Communication Commision (ECC), ha recentemente sviluppato un proprio sistema di protezione antifurto. L’associazione fa un elenco dei numeri ID dei telefoni segnalati come rubati e i vettori concordano nel non riattivare i telefoni che sono nella lista nera E certamente meglio di niente, ma il database si applica solo all’Europa e agli Stati Uniti e tantissimi telefoni rubati finiscono al di fuori di questi Paesi. Un i Phone sul mercato nero a Hong Kong, per esempio, può fruttare fino a 2000 dollari. Allora, perché la CTIA si oppone ad un interruttore killer? Alcuni ipotizzano che sia un’operazione per poter vendere delle assicurazioni Per una tassa nominale mensile, gli utenti potrebbero assicurare i telefoni contro danni o furti.

In ogni caso Google e Microsoft fanno sapere che presto il kill switch verrà implementato anche ai loro dispositivi. Al più tardi nel 2015 anche Android e i Nokia con Windows Phone a potranno beneficiare di questo sistema di sicurezza. Rimangono però dei dubbi Fa meiricana Electronic Frontier Foundation sostiene che se la presenza di default di questa opzione su ogni telefono consentirebbe alle autorità di bloccare indiscriminatamente i dispositivi, un rischio questo che la democrazia non si può permettere.

Vaccini e autismo: quali prove scientifiche?

L’autismo è un disturbo neuro psichiatrico che fa paura a molte famiglie, per tanti motivi. Innanzitutto colpisce i bambini piccoli, spesso in maniera quasi improvvisa ed è difficile intervenire: non esistono, infatti, trattamenti universali e i pochi disponibili: non esistono, infatti, trattamenti universali e i pochi disponibili sono poco efficaci.

L’importanza dei vaccini e l’incubo autismo

Questo rende l’autismo, ancora oggi nonostante i progressi della medicina e della scienza, una patologia misteriosa e per giunta in leggero aumento. Ed è proprio questo mistero, questa difficoltà nell’identificare il colpevole, a spingere le stesse famiglie a cercare possibili imputati. Uno di questi sono i vaccini e in particolare quello trivalente, così chiamato perchè serve ad immunizzare il corpo da morbillo, parotite e rosolia. Ma come mai sono in molti a credere che tra le vaccinazioni e l’autismo ci possa essere un legame? Cerchiamo di ripercorrere tutta la storia.

I vaccini sono una delle invenzioni più importanti dell’umanità perchè hanno permesso, in poche decine di anni, di salvare milioni di vite umane, riducendo drasticamente – è addirittura debellando – molte malattie che un tempo erano mortali. Una fra queste era il morbillo, patologia estremamente contagiosa che oggi viene percepita come lieve. In realtà si calcola che fino al 1980 le morti a causa del morbillo fossero circa 2 milioni all’anno. Fortunatamente grazie alle vaccinazioni, i decessi, dovuti principalmente alle complicanze, oggi sono molto meno e l’incidenza del morbillo è scesa a meno dell’1% nelle persone sotto i 30 anni.

Stati Uniti ed Europa: percentuali a confronto sul vaccino

Rispetto agli Stati Uniti, la situazione in Europa è più preoccupante e variegata, a causa dei frequenti focolai epidemici che si sono diffusi negli ultimi anni, E’ ancora drammatica, invece, in alcune zone del pianeta, dove le condizioni igieniche sono basse e la copertura vaccinale non è sufficiente. Il vaccino MPR è stato autorizzato negli anni Settanta e raccomandato in tutto il mondo da più di vent’anni. Generalmente viene somministrato a bambini intorno all’età di un anno.

Verso i 5-6 anni di età, prima dell’inizio delle scuole, si dà ai bambini una seconda dose per immunizzare i soggetti che eventualmente non erano stati immunizzati con la prima. Solo in casi eccezionali questa seconda dose è somministrata a breve distanza dalla prima, ma sempre con un intervallo minimo di quattro settimane. Il periodo di somministrazione del vaccino e di comparsa dei sintomi dell’autismo è lo stesso e questo è un elemento chiave per le preoccupazioni sul possibile legame vaccino-autismo.

Guitar Wing in aiuto per i chiattaristi

La chitarra è tra gli strumenti musicali che appassionano di più sia grandi che piccini. La passione per questo strumento tutto sommato semplice da suonare, in effetti, può iniziare da bambini oppure in tarda età. Qualsiasi sia l’età in cui si decide di imparare, quel che è certo è che il suono può essere perfezionato con uno dei tanti accessori per chitarre che esistono.

Imparare a suonare la chitarra da piccoli

Quel che è certo è che imparare a suonare la chitarra da piccoli è molto più semplice rispetto allo sforzo che lo strumento necessita in età adulta. Da piccoli, infatti, si è molto più ricettivi all’apprendimento rispetto a quanto accada da grandi ed è per questo che la maggior parte dei genitori tende ad avvicinare i bambini alla musica da piccolissimi per svelarne eventuali abilità più o meno nascoste.

Suonare la chitarra, quindi, può risultare straordinariamente semplice da piccoli e per imparare non è necessario – oggi – prendere lezioni da un maestro di chitarra ma ci si può limitare esclusivamente a seguire con attenzione uno dei tanti tutorial presenti on line, anche in formato video, che spiegano passo passo come iniziare a suonare partendo dagli spartiti più semplici.

Guitar Wing: i nuovi e moderni accessori per chitarra

Per chi è già un chitarrista professionista, gli accessori e gli strumenti per perfezionare il suono non mancano mai. Tra i più moderni ed interessanti in commercio c’è sicuramente il Guidat Wing. Un normale sistema MIDI, Musical Instrument Digital Interface che serve per mixare insieme più strumenti musicali elettronici, è molto scomodo da utilizzare durante una performance sul palco.
Ogni volta che un musicista deve fare delle modifiche, è costretto ad abbandonare il suo strumento.

Per questo motivo, alcuni chitarristi hanno inventato un MIDI wireless, chiamato Guitar Wing. Si può applicare su qualsiasi chitarra in pochi secondi e permette di controllare da vicino e senza alcuno sforzo gli effetti sonori e persino le luci del palco. Jay Smith e i suoi colleghi hanno recentemente ridisegnato i pulsanti per renderli più performanti il tutto per la nuova versione che sarà lanciata presto sul mercato ad un costo di circa 160 euro.

Il Guitar Wing ha tre caratteristiche fondamentali:

  • Tasti sensibili ai vari gradi di pressione che permettono di modificare gli effetti sonori.
  • Tre cursori che consentono di controllare il volume, abbassare le luci sul palco e molto altro ancora.
  • Un accelerometro che consente il controllo su dispositivi semplicemente spostando la chitarra.

L’Italia non è un paese di uragani

Come la storia insegna fortunatamente in Italia, a differenza degli Stati Uniti, il panorama dei disastri ambientali non è cosi ampio e si può ricondurre principalmente a due fenomeni: alluvioni e terremoti.

Quanta paura i terremoti

Nel primo caso, parliamo di cataclismi naturali potenziati da un sottofondo di negligenza, incuria ed inosservanza delle norme di sicurezza. Secondo un recente rapporto del Corpo Forestale dello Stato, 1’82% del totale dei comuni italiani pari al 10% della superficie del territorio italiano, si trova in aree ad elevato rischio idrogeologico. In cima alla classifica delle regioni a maggior rischio idrogeologico, con il t00% dei comuni esposti. troviamo la Calabria, il Molise, la Basilicata, l’Umbria, la Valle d’Aosta. oltre alla provincia di Trento.

A causa delle frane e delle alluvioni, secondo la Coldiretti, in Italia dal 1960 ad oggi sono morte oltre 4mila persone. Con i cambiamenti climatici. sottolinea sempre la Coldiretti, è sempre più urgente investire nella prevenzione. Eppure negli ultimi venti anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione, spiega l’associazione. ne sono stati spesi oltre 2,5 per riparare i danni.
Questo argomento, soprattutto dopo la catastrofe in Abruzzo nel 2009. ha assunto una risonanza esponenziale.

La pericolosità sismica italiana è molto forte soprattutto nei territori appenninici ma anche in altre zone, ed è causata essenzialmente da tre fattori:

  • La particolare posizione geostrutturale della nostra penisola, collocata tra la superplacca africana e quella euroasiatica.
  • La sua ‘giovinezza’ geologica e morfologica.
  • La sua diffusa ‘fragilità’ litologica per la grande presenza, sull’Appennino, di sedimenti terrigeni spesso caoticizzati dalla loro travagliata genesi e, in pianura, da sedimenti spesso soffici e in falda. Calcagni sottolinea anche la necessità e l’importanza di rivedere le classificazioni sismiche. ‘La grande vulnerabilità sismica italiana – dichiara – deriva solo in parte da carenze costruttive. Essa dipende infatti anche da progettazioni basate su norme sismiche che, nel tempo, hanno sempre fatto riferimento a classificazioni sismiche di arcaica concezione, fondate su macrozonazioni a volte già vecchie ed inadeguate al momento della loro emanazione per un determinato territorio e che non hanno mai ben considerato l’approccio locale, delle condizioni geologico-sismiche del singolo territorio e del singolo sito su cui si progettava l’opera.
  • Dal 2011 ad oggi, sono stati programmati studi di Microzonazioni Sismiche. soprattutto di primo livello, per 1.660 comuni, di cui circa 500 già eseguiti e validati. I primi dati che ci giungono da questi studi confermano che la quasi totalità dei territori italiani per le loro caratteristiche geologiche e morfologiche è realmente predisposta a dare, in occasione di sismi intensi amplificazioni sismiche locali e diffusi fenomeni di instabilità locale, quali frane e liquefazioni.